No all’inceneritore a Opera Verdi pronti alle barricate
«Depuratori, campi rom: il Sud Milano ha già dato»
di MASSIMILIANO SAGGESE
«Depuratori, campi rom: il Sud Milano ha già dato»
di MASSIMILIANO SAGGESE
Tutti contro Silla 3. Verdi e ambientalisti minacciano una «guerriglia urbana», la Lega e quelli di «Opera Sicura» raccolgono le firme, mentre le amministrazioni comunali della zona alzano la voce per dire no all’ipotesi di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Silla 3, l'inceneritore che dovrebbe arrivare nel Sud Milano, fa paura a tutti. «SIAMO pronti a scatenare la guerriglia contro la costruzione di un inceneritore al confine con Opera. Ora basta, il Sud Milano ha già dato tutto ciò che poteva al capoluogo, dal carcere ai campi nomadi, dalle strutture impattanti come lo Ieo (Istituto oncologico di via Ripamonti) ai depuratori: questo è quanto», dichiarano Stefano Apuzzo, Augusto Sandolo, Marco Masini, Ciro Bova. I Verdi annunciano barricate, «con una battaglia che giungerà fino alle più estreme conseguenze». Il gruppo consiliare della Lega Nord operese, che si schiera con fermezza contro l'ipostesi Silla 3, domenica davanti al comune raccoglierà le firme per ribadire che gli operesi non ne vogliono sapere dell'inceneritore. «GIÀ nel 2004, all'ennesima indicazione di Opera quale sede dell'inceneritore e dopo anni di silenzio della Giunta Ramazzotti, la Lega Nord pubblicò un volantino dove minacciava di organizzare squadre di resistenza alla volontà delle istituzioni. Da allora sono passati altri tre anni e oggi la notizia dell'inceneritore a Opera si è fatta ancora più consistente - dice Ettore Fusco della Lega -. Ma gli operesi non ci stanno e Opera Sicura, il comitato nato dopo l'esperienza del presidio di Opera a tutela della legalità e della vivibilità cittadina, organizza una dimostrazione in piazza, domenica 22 luglio alle ore 10.30, per raccogliere le firme necessarie a dire no all'inceneritore». Per il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti «l'obiettivo, previsto anche dal piano provinciale rifiuti, è che tutto il milanese, compreso il capoluogo, arrivi all'autosufficienza, accrescendo l'impegno per la raccolta differenziata. Credo sia meglio perseguire la strada dell'ampliamento di impianti già esistenti piuttosto che realizzare un impianto sui confini sud dei Comuni dell'hinterland».
Copyright © 2003 MONRIF NET S.R.L. Tutti i diritti riservati
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